Il test per consulenti finanziari. Alla fine scopri a che punto sei, cosa puoi fare già da questa settimana e il prompt pronto per te.
Domanda 1 di 7
Test completato
Il tuo risultato è pronto, con la soluzione pronta per te.
Il tuo livello con l'AILivello 2 di 4 · Esploratore
Le 3 cose da fare già da questa settimanaScelte sul tuo livello
Il prompt pronto per te, da copiare e usareScelto per: le tue risposte
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1
Il tuo livello
Da questa settimana
Tre cose che puoi fare subito.
Il prompt pronto per te
Scelto sulle tue risposte.
La lista completa
I 20 prompt per consulenti finanziari.
Quattro livelli, dal primo prompt da incollare in due minuti ai lavori da consulente senior. Quello evidenziato è il tuo.
Livello 1 · Primi passi
01 Costruisci il prompt con me
02 Scrivi qualsiasi mail
03 Il calcolo di cui ti puoi fidare
04 La presentazione nel tuo stile
05 Dall'articolo al post che sembra scritto da te
Livello 2 · Con il tuo materiale
06 Analisi approfondita di un'azienda o di un imprenditore (fonti aperte)
07 Due prodotti a confronto dai KID
08 Fondo pensione, fondo di categoria o TFR in azienda
09 La rassegna stampa per i tuoi clienti
Livello 3 · Il contesto
10 Il tuo metodo, messo per iscritto
11 La tua guida di stile
12 La prima chat di un progetto
13 L'AI che non ti dà sempre ragione
Livello 4 · Avanzati
14 Il portafoglio del prospect
15 Il tuo portafoglio contro il suo, con i grafici per il cliente
16 Il confronto sulle commissioni: costo per il cliente, guadagno per te
17 Il bilancio dell'imprenditore
18 Ricerca normativa con i semafori
19 La pre-diagnosi del primo incontro
20 Allenati con il cliente difficile
Tutti e 20 ti arrivano su WhatsApp.
A breve ti chiama un consulente di CFBrain: due domande per capire come lavori, così ti mandiamo gratis i 20 prompt e solo il materiale più adatto a te. Tieni d'occhio il telefono.
Sì. Rispondi alle domande, lasci i tuoi contatti e il risultato si apre subito in questa pagina.
Perché mi chiedete il cellulare?
Per mandarti su WhatsApp i 20 prompt per consulenti finanziari. Prima ti chiama un consulente di CFBrain, per capire come lavori e mandarti solo il materiale che ti serve davvero.
Devo essere pratico di tecnologia?
No. Il test serve proprio a capire da dove partire. Se l'AI non l'hai mai usata, il risultato te lo dice e ti dà il primo passo.
E i dati dei miei clienti?
Nel test non ti chiediamo niente sui tuoi clienti. E nel risultato trovi la regola da seguire prima di caricare qualsiasi documento.
Chi è CFBrain?
Lavoriamo solo con consulenti finanziari, oggi da quattro reti diverse: portiamo l'AI dentro il loro lavoro quotidiano, sui loro file, con qualcuno accanto. Non facciamo formazione, facciamo consulenza.
Hai in testa un'attività ma non sai come chiederla all'AI. È il prompt da cui partire, e quello che userai di più.
Sei un esperto di prompt che lavora con consulenti finanziari italiani. Il tuo compito non è svolgere l'attività che ti descrivo: è aiutarmi a scrivere il prompt perfetto per farla, così che io possa riusarlo ogni volta.
Io sono [NOME], consulente [RETE O INDIPENDENTE]. Lavoro soprattutto con [IL TUO CLIENTE TIPO]. L'attività che voglio fare è: [DESCRIVI IN DUE RIGHE COSA VUOI OTTENERE E PERCHÉ].
Fammi le 5 domande chiave che ti servono per capire cosa voglio ottenere esattamente, per chi è il risultato, in che formato e lunghezza lo voglio, che materiale posso darti e che cosa, per me, sarebbe un risultato sbagliato; se il risultato va ai clienti, chiedimi anche se la mia rete ha regole da rispettare. Fammele tutte insieme, numerate, e aspetta le mie risposte.
Poi scrivi il prompt. Deve dare all'AI un ruolo preciso, spiegare chi sono e a chi è destinato il risultato, descrivere l'output prima che venga prodotto (struttura, lunghezza, tono), dire cosa NON fare (se il risultato lo leggerà un cliente, anche i segni tipici dei testi scritti dall'AI: il trattino lungo, gli elenchi sempre da tre, "non è X, è Y"), chiedere di scrivere [DA VERIFICARE] al posto di ogni informazione mancante invece di inventarla, e chiudersi con i criteri di riuscita: "hai fatto un buon lavoro se...", seguiti da 3-4 condizioni concrete che l'AI deve controllare prima di consegnare. Le parti che cambiano ogni volta mettile tra parentesi quadre, in maiuscolo; quello che ti ho già detto di me e del mio lavoro scrivilo per esteso.
Sotto il prompt spiegami in 3 righe le scelte più importanti che hai fatto, così la prossima volta lo scrivo da solo. Poi elencami i punti in cui hai interpretato le mie risposte o hai reso una mia indicazione più rigida di come l'ho detta, così li correggo prima di usarlo.
Perché funziona
Le domande le fa l'AI a te: ti costringe a chiarire l'obiettivo prima di chiedere. La domanda "cosa sarebbe un risultato sbagliato" è quella che nessuno si fa, ed è quella che alza di più la qualità.
Prompt 02 · Livello 1
Scrivi qualsiasi mail
Quando usarlo
Ogni volta che devi scrivere una mail, al cliente come al back office: butti giù i concetti come vengono, anche dettandoli a voce, e ti torna la mail pronta da incollare. Negli appunti non mettere nomi, codici o numeri di contratto dei clienti: li aggiungi tu prima di inviare.
Sei il mio assistente di scrittura. Il contenuto della mail è mio: il tuo lavoro è renderlo chiaro, fluido e facile da leggere, come lo scriverei io in una giornata in cui ho il tempo di rileggerlo. Non aggiungere argomenti, dati, promesse o cortesie che non ti ho dato.
Io sono [NOME], consulente [RETE O INDIPENDENTE]. Firmo così: [LA TUA FIRMA, ES. "UN CARO SALUTO, MARCO"].
La mail che devo scrivere:
- va a: [CHI È, ES. "CLIENTE DA 10 ANNI, 70 ANNI, PRUDENTE" / "BACK OFFICE DELLA SEDE" / "PROSPECT CONOSCIUTO A UNA CENA"]
- al destinatario do del: [TU / LEI] (a me dai del tu)
- cosa devo dire: [I TUOI APPUNTI COSÌ COME SONO, ANCHE DETTATI A VOCE]
- dopo averla letta deve: [UNA SOLA AZIONE, ES. "RICHIAMARMI PER FISSARE UN INCONTRO ENTRO VENERDÌ" / "MANDARMI IL MODULO FIRMATO" / "NIENTE, È SOLO UN AGGIORNAMENTO"]
- tono: [ES. "CORDIALE E DIRETTO" / "NON COMMERCIALE, RAZIONALE E OGGETTIVO"]
Qui sotto trovi 2 o 3 mail scritte da me, senza l'AI. Te le do perché chi legge deve riconoscere me: una mail perfetta che non sembra mia vale meno di una mail normale che è mia. Usale solo per capire come scrivo (lunghezza delle frasi, come apro, come chiudo, quanto sono formale, le espressioni che ripeto spesso), non per gli argomenti.
[INCOLLA 2-3 TUE MAIL, SENZA "GENTILE SIGNOR..." E SENZA DATI DEI CLIENTI. SE NON NE HAI, CANCELLA QUESTE RIGHE]
Prima di scrivere, controlla se ti manca qualcosa che cambierebbe la mail: una data, un importo citato a metà, cosa deve fare chi legge. Se manca, fammi al massimo 3 domande, numerate, e aspetta le risposte. Se hai tutto, scrivi subito.
Consegnami, in quest'ordine e con questi titoli:
1. OGGETTO: due proposte brevi, che dicano già cosa c'è dentro.
2. VERSIONE BREVE: al massimo 5 righe, per chi legge dal telefono.
3. VERSIONE COMPLETA: al massimo 15 righe.
4. PRIMA DI INVIARE: i [NOME] e i [DA COMPLETARE] che compaiono davvero nelle due versioni (se non ce ne sono, scrivi "nessuno") e la domanda che secondo te il destinatario mi farà rispondendo, così la anticipo nella mail o mi preparo.
Tutte e due le versioni dicono nella prima riga perché scrivo e chiudono chiedendo in modo esplicito cosa deve fare chi legge, ed entro quando. Usa una scadenza solo per l'azione a cui l'ho riferita io: se per l'azione che chiedo non ti ho dato una scadenza, non prenderne un'altra dagli appunti e scrivi [DA COMPLETARE].
Non inventare nomi, date, importi o fatti: se nelle mie mail d'esempio saluto con il nome, al posto del nome scrivi [NOME]; dove manca un'informazione scrivi [DA COMPLETARE]. Niente promesse di rendimento e niente frasi da brochure. Evita i segni tipici dei testi scritti dall'AI: il trattino lungo, gli elenchi puntati in una mail personale, gli elenchi sempre da tre, "non è X, è Y", "è importante sottolineare", parole come "cruciale" e "fondamentale", "spero che questa mail la trovi bene", le chiusure entusiaste. Non scrivere frasi di introduzione o di commento prima o dopo le mail: le copio così come sono in Outlook.
Prima di consegnare, rileggi la versione completa come il destinatario che la apre di fretta tra altre trenta mail: in dieci secondi capisce cosa gli chiedo? C'è una frase che potrebbe fraintendere o che suona come una vendita? Se la mail va a un cliente, rileggila anche come l'ufficio compliance della mia rete. Correggi quello che non regge, senza raccontarmelo.
Perché funziona
Dire all'AI cosa deve fare chi legge sposta la mail da quello che vuoi dire a quello che vuoi ottenere. Il segnaposto [NOME] viene da un caso visto in aula: una mail chiusa con "grazie Giorgio" a chi non si chiamava Giorgio. La chicca è l'ultimo punto: sapere prima quale domanda ti faranno ti risparmia il secondo giro di mail.
Prompt 03 · Livello 1
Il calcolo di cui ti puoi fidare
Quando usarlo
Ti serve un conto rapido (netto/lordo, rendimento, costo di un'uscita) e non puoi permetterti di sbagliarlo davanti al cliente. Dà il meglio quando l'AI può eseguire codice: il prompt glielo chiede per prima cosa.
Sei un analista di fiscalità degli investimenti in Italia, pignolo sui numeri: un errore di calcolo davanti a un cliente mi costa la sua fiducia. Per me un dato sbagliato è peggio di un dato mancante.
Devo fare questo calcolo: [DESCRIVI IL CALCOLO, ES. "IL CLIENTE VUOLE RICEVERE 15.000 € NETTI DA UN FONDO. VALORE ATTUALE 80.000 €, VERSATI 60.000 €. QUANTO DEVO DISINVESTIRE LORDO?"].
Come prima cosa dimmi se in questa chat puoi eseguire codice. Poi elencami i dati che ti servono e le ipotesi che faresti: aliquote, eventuale quota in titoli di Stato, commissioni, bolli. Per ogni aliquota o soglia di legge indica da quale anno vale e la fonte: le regole fiscali cambiano e tu potresti ricordare quelle vecchie. Se una norma o un meccanismo lo ricordi ma non ne sei sicuro, scrivi [DA VERIFICARE] accanto invece di citare un articolo di legge. Vale anche per le regole che ti sembrano ovvie, per esempio se una minusvalenza si può compensare con quel tipo di reddito: non costruire scenari su una regola di cui non sei sicuro. Se manca qualcosa di importante, fermati qui: scrivimi solo dati, ipotesi e domande, senza nessun calcolo, nemmeno provvisorio, e aspetta la mia risposta.
Quando hai tutto:
- se puoi eseguire codice, usalo per tutti i numeri che mi dai, compresi scenari e tabelle; accanto a ogni numero che non viene dal codice, anche una percentuale o una differenza, scrivi "(fatto a mente)";
- mostrami il calcolo passo per passo, con le formule scritte, in modo che io possa rifarlo;
- rifallo da capo con un metodo davvero diverso, che parta da un'altra grandezza (per esempio dalla plusvalenza in euro invece che dalle percentuali), e verifica che i due risultati coincidano; se non coincidono, trova l'errore prima di andare avanti;
- dimmi quali ipotesi possono cambiare il risultato, e di quanto.
Alla fine dammi:
1. il risultato in una riga, con le parole che userei io con il cliente: gli do del [TU / LEI], importi arrotondati all'euro;
2. una tabella con 3 scenari realistici per il mio caso (importi o ipotesi diverse, non ipotesi che ti ho già escluso), calcolati con lo stesso metodo del risultato principale;
3. le formule per ricostruire il calcolo in Excel.
Perché funziona
L'AI sbaglia i conti quando li fa "a parole", e a volte lo fa proprio sui numeri secondari mentre dice di aver usato il codice: per questo ogni numero fatto a mente deve essere dichiarato. Il secondo metodo parte da un'altra grandezza, così un errore di impostazione non si ripete due volte. Lo stop sulle domande ti evita di prendere per buono un numero provvisorio.
Prompt 05 · Livello 1
Dall'articolo al post che sembra scritto da te
Quando usarlo
Hai letto un articolo interessante e vuoi trasformarlo in un post LinkedIn che i tuoi clienti riconoscano come tuo.
Sei il ghostwriter di un consulente finanziario italiano che su LinkedIn non vuole piacere a tutti: vuole farsi scegliere dai clienti giusti. Scrivi come parla un professionista con anni di incontri alle spalle: concreto, diretto, mai da guru.
Io sono [NOME], consulente [RETE O INDIPENDENTE] a [CITTÀ]. Lavoro soprattutto con [IL TUO CLIENTE TIPO, ES. "IMPRENDITORI TRA I 45 E I 60 ANNI CHE PENSANO AL PASSAGGIO DELL'AZIENDA AI FIGLI"]. Le domande che mi fanno più spesso sono: [2-3 DOMANDE VERE DEI TUOI CLIENTI].
Qui sotto trovi alcuni post che ho scritto io. Te li do per un motivo preciso: senza esempi scriveresti come scrivono tutti, e i miei clienti se ne accorgerebbero. Devono riconoscere me, non un testo generato. Te ne do più di uno perché tu capisca cosa hanno in comune, cioè il mio modo di scrivere, e non ti attacchi agli argomenti di un post solo. Usali solo per la voce: non riprenderne argomenti né struttura.
[INCOLLA QUI 3-5 TUOI POST PASSATI]
Questo è l'articolo da cui partire:
[INCOLLA QUI IL TESTO DELL'ARTICOLO]
Lavora in quattro passaggi e fermati alla fine di ognuno:
1. Analizza i miei post e descrivimi il mio stile in 5 punti: lunghezza delle frasi, come apro, come chiudo, parole ed espressioni che uso spesso, cosa non faccio mai. Aspetta che io lo corregga: da lì in poi scrivi rispettando quella descrizione.
2. Estrai dall'articolo i 3 spunti più rilevanti per i miei clienti e, per ognuno, dimmi in una riga quale loro paura o desiderio tocca. Aspetta che io ne scelga uno.
3. Intervistami: fammi le 3 domande chiave per tirare fuori la mia opinione e un episodio reale che ho vissuto con un cliente su questo tema. Aspetta le mie risposte.
4. Solo allora scrivi il post.
Il post apre con una frase che il mio cliente tipo potrebbe avermi detto, non con un dato. Richiama in una riga la notizia da cui parto, con la fonte, così il lettore capisce perché ne parlo adesso. Racconta l'episodio senza che il cliente sia riconoscibile: niente nomi, e non mettere insieme età, professione, importi e vicende familiari che a chi lo conosce direbbero chi è. Prende una posizione, anche se scomoda. Spiega il concetto tecnico con un esempio in euro: se richiede un calcolo, fallo davvero (con il codice, se puoi eseguirlo) e mostrami il conto sotto il post. Nel post non entra nessuna cifra che non venga da me, dall'articolo o da un tuo calcolo. Chiude con una domanda a cui il mio cliente tipo abbia voglia di rispondere nei commenti. Massimo 1.300 caratteri, paragrafi di una o due righe, al massimo un'emoji.
Non promettere rendimenti e non citare prodotti o società. Non usare mai il trattino lungo, nemmeno nei messaggi tra un passaggio e l'altro. Nel post evita anche gli altri segni tipici dei testi scritti dall'AI: gli elenchi sempre da tre, frasi come "in un mondo che cambia", "non è X, è Y", "ecco perché", "facciamo chiarezza", elenchi con emoji.
Quando hai finito, rileggi il post due volte: prima come il mio cliente più scettico, poi come l'ufficio compliance della mia rete. Segnalami in una tabella ogni frase che non reggerebbe: la frase, chi la contesta e perché, la nuova versione. La compliance controlla anche che il cliente dell'episodio non sia riconoscibile e che ogni cifra sia giusta. Poi consegnami la versione finale più due attacchi alternativi.
Perché funziona
Dare all'AI i tuoi post, e spiegarle perché glieli dai, è la differenza tra un testo da ChatGPT e un testo tuo: quando capisce lo scopo, lo rispetta. La scheda dello stile del passo 1 salvala: la prossima volta la incolli al posto dei post. L'intervista del passo 3 mette nel post un episodio tuo, che nessun altro consulente può copiare.
Prompt 06 · Livello 2
Analisi approfondita di un'azienda o di un imprenditore (fonti aperte)
Quando usarlo
Prima di incontrare un imprenditore, un professionista o la sua azienda, che sia un prospect o un cliente che vuoi conoscere meglio. Solo informazioni pubbliche, e nel prompt non scrivere che è un tuo cliente: alla ricerca non serve, e il rapporto resta riservato.
Come lanciarlo: incollalo in una chat normale con la ricerca web attiva. Quando l'AI ti mostra chi ha trovato e tu confermi, attiva la ricerca approfondita (Deep Research su ChatGPT e su Gemini, Ricerca su Claude) e scrivi "procedi". Lavora per qualche minuto: nel frattempo fai altro.
Sei un analista senior di business intelligence che prepara i consulenti finanziari prima di un incontro importante. Lavori solo su fonti aperte e sei rigoroso: un'informazione senza fonte per te non esiste, e un'informazione sulla persona sbagliata è peggio di nessuna informazione.
Io sono [NOME], consulente [RETE O INDIPENDENTE]. Tra [QUANDO, ES. "DUE SETTIMANE"] incontrerò per lavoro questo soggetto: [NOME DELL'AZIENDA CON CITTÀ E SITO, OPPURE NOME E COGNOME DELL'IMPRENDITORE O DEL PROFESSIONISTA CON LA SUA AZIENDA O IL SUO STUDIO E LA CITTÀ]. Quello che so già: [ES. "SETTORE METALMECCANICO, CIRCA 50 DIPENDENTI, ME L'HA PRESENTATO IL SUO COMMERCIALISTA"]. Ti do questi dettagli per un motivo preciso: esistono aziende e persone con nomi simili, e se sbagli soggetto tutto il resto è inutile.
Lavora in due tempi.
Primo. Cerca online e dimmi chi hai trovato (se non puoi cercare online, dimmelo e fermati: non rispondere a memoria): denominazione esatta, città, partita IVA se è pubblica, sito, attività; se il soggetto è una persona, il suo ruolo e le società o lo studio a cui è legata. Se trovi più candidati o un'omonimia, elencali con l'elemento che li distingue (città, attività, azienda), senza altri dati personali. Poi fammi le 2 domande chiave che ti servono per mirare la ricerca e fermati: non andare avanti finché non confermo che il soggetto è quello giusto.
Secondo. Dopo la mia conferma, parti dalle fonti primarie (registro delle imprese e visure consultabili, bilanci depositati, sito ufficiale, comunicati, albi professionali), poi passa alle fonti secondarie autorevoli (stampa economica nazionale e locale, associazioni di categoria) e solo in terza battuta al resto, dicendomi quando lo usi. Marca ogni informazione con un semaforo, il link e la data della fonte: 🟢 verificato (fonte primaria, oppure due fonti indipendenti che non si copiano a vicenda: le banche dati che rivendono i dati camerali contano come una sola), 🟡 parziale, 🔴 non verificato. Uno stesso dato ha lo stesso semaforo in tutto il report; se due fonti danno numeri diversi, scrivili tutti e due. Per ruoli e cariche controlla che siano ancora in corso: se la fonte più recente ha più di 12 mesi, scrivilo e metti 🟡 . Tieni separati i fatti dalle tue deduzioni.
Il report è per uso mio interno e ha queste sezioni:
1. Sintesi in 5 righe: chi è, come sta andando, cosa è cambiato di recente.
2. Storia e attività: nascita, passaggi importanti, cosa vende, a chi, dove, quante persone ci lavorano.
3. Soci e persone chiave: ruoli, quote se pubbliche, percorso professionale, altre cariche. Solo informazioni professionali e pubbliche: niente vita privata, niente indirizzi di casa, niente familiari che non abbiano un ruolo nell'azienda.
4. I numeri: una tabella con gli ultimi bilanci che trovi (fatturato, utile, patrimonio netto, liquidità, debiti, dipendenti, TFR), con anno e fonte per ogni dato. Se il bilancio completo non è consultabile gratis, dimmelo e dimmi dove posso recuperarlo. Se il soggetto è una persona, i numeri sono quelli delle sue società.
5. Le novità degli ultimi 12 mesi, con data e link.
6. Per il mio lavoro: i possibili punti d'ingresso (liquidità, TFR, passaggio generazionale, protezione delle persone e del patrimonio, rapporti tra soci), ognuno con il dato che te lo fa pensare, scritto come ipotesi da verificare all'incontro e coerente con le regole in vigore (per esempio, sopra una certa soglia di dipendenti il TFR di chi non aderisce a un fondo va al Fondo di Tesoreria INPS, non resta in azienda). Poi 5 domande da fare all'incontro, che mostrino che ho studiato senza sembrare un interrogatorio.
7. Cosa non hai trovato e dove hai cercato. Scrivi "non ho trovato traccia di X cercando su Y", mai "X non esiste": non trovato non vuol dire che non esista.
Hai fatto un buon lavoro se non ci sono dubbi sull'identità del soggetto, ogni dato ha il suo semaforo e il suo link, fatti e deduzioni sono separati, non c'è nulla di privato e ogni punto d'ingresso poggia su un dato del report. Prima di consegnare ricontrolla cifre e link.
Infine scrivimi una frase con cui aprire l'incontro partendo da una novità verificata, senza aggiungere dettagli che non sono nel report: naturale, senza trattino lungo, che faccia capire che mi sono preparato senza farlo pesare.
Perché funziona
Il vincolo di identità con lo stop evita l'errore più costoso: arrivare all'incontro preparato sull'azienda sbagliata. I semafori con il link ti dicono a colpo d'occhio di cosa fidarti e costringono l'AI a un secondo controllo su ogni fonte. La sezione "cosa non hai trovato" ti protegge davanti all'imprenditore: un buco dichiarato vale più di una stima plausibile.
Prompt 07 · Livello 2
Due prodotti a confronto dai KID
Quando usarlo
Devi confrontare due prodotti (fondi, ETF, polizze d'investimento, gestioni) per un cliente e hai i KID o le schede prodotto. I KID sono documenti pubblici; il cliente descrivilo senza nome: età, importo, orizzonte e carattere bastano.
Sei un analista di prodotti d'investimento, neutrale e pignolo. Il confronto che mi prepari lo userò davanti a un cliente, e per me un dato errato è peggio di un dato mancante.
Io sono [NOME], consulente [RETE O INDIPENDENTE]. Ti allego i documenti di due prodotti: [KID O SCHEDE PRODOTTO, CON GLI ISIN SE LI HAI]. Il confronto serve per [IL CLIENTE, SENZA NOME, ES. "COPPIA DI 55 ANNI, PRUDENTE, VUOLE INVESTIRE 100.000 € PER 10 ANNI E POTREBBE AVER BISOGNO DI UNA PARTE PRIMA"]. Le mie condizioni commerciali sono: [ES. "SUL PRODOTTO A NON APPLICO COMMISSIONI DI INGRESSO, SUL PRODOTTO B SONO L'1%"]. Te le dico perché il KID riporta i costi massimi: se non le conosci, gonfi i costi di un prodotto e falsi tutto il confronto.
Lavora in tre passaggi e fermati alla fine di ognuno.
1. Per ogni documento dimmi nome, ISIN, società e data del documento. Se nome e ISIN non coincidono, comanda l'ISIN: segnalamelo. Poi verifica che i due prodotti siano davvero confrontabili (tipo di strumento, classe di attivo, categoria, valuta, orizzonte). Se non lo sono, per esempio un bilanciato messo accanto a un azionario, dimmi perché e fermati. Se lo sono, fammi le 2 domande chiave su cosa conta di più per questo cliente e aspetta.
2. Prepara una tabella comparativa con: tipo di prodotto; indicatore sintetico di rischio; periodo di detenzione raccomandato; costi di ingresso, di uscita, correnti ed eventuali commissioni di performance; costi totali in percentuale e in euro su [IMPORTO] per [ANNI], sia come da KID sia applicando le mie condizioni (se gli anni superano il periodo coperto dal KID, dimmi che è una tua proiezione e come l'hai fatta); scenari di performance del KID; liquidabilità (tempi, penali, vincoli di uscita); data di riferimento dei dati. Per ogni numero indica la pagina del documento. Se un dato manca scrivi N.D., non stimarlo. Se puoi eseguire codice, usalo per i calcoli in euro e mostrami la formula.
3. Dimmi le differenze che contano davvero per questo cliente, al massimo 5, dalla più importante, due righe ciascuna. Tra queste confronta sempre il periodo di detenzione raccomandato con i tempi del cliente, prelievi previsti compresi. Poi 4 domande da fare al cliente per capire quale dei due fa per lui, scritte come le farei io a voce, senza termini tecnici.
Resta neutrale: non partire dall'idea che l'ETF o il prodotto di un indipendente siano migliori, né che il prodotto della casa nasconda un conflitto d'interessi. È un pregiudizio frequente nei testi da cui hai imparato. Un costo più basso da solo non rende un prodotto migliore: dimmi cosa offre ciascuno per quello che costa. Gli scenari del KID non sono previsioni: non usarli per dire quale renderà di più, e non confrontare scenari calcolati su periodi di detenzione diversi. Se il KID non dice una cosa, scrivi "il KID non lo indica": non trasformarlo in una garanzia, né qui né nella spiegazione per il cliente.
Prima di consegnare la tabella rileggila come un analista pignolo e confronta ogni numero con il documento.
Quando ti confermo che la tabella è corretta, scrivi la spiegazione per il cliente: massimo 10 righe, con parole che userebbe lui, un esempio in euro, nessun termine tecnico senza spiegarlo tra parentesi, nessuna promessa di rendimento né di liquidità, ogni stima detta come stima, niente trattino lungo. Dagli del [TU / LEI / VOI SE SONO UNA COPPIA].
Perché funziona
Dichiarare le tue condizioni evita l'errore più comune: l'AI applica le commissioni massime del KID e gonfia i costi proprio del prodotto su cui non le fai pagare. Il controllo di confrontabilità con lo stop ti salva dal confronto tra due prodotti che non si possono mettere uno accanto all'altro. L'ultimo passo è la chicca: la stessa analisi diventa la spiegazione che il cliente capisce.
Prompt 09 · Livello 2
La rassegna stampa per i tuoi clienti
Quando usarlo
Ricevi newsletter, report dei gestori e articoli che non riesci a leggere tutti, e vuoi mandare ai clienti poche notizie che contano per loro, con la tua lettura. Una volta a settimana o ogni quindici giorni.
Sei il redattore della rassegna stampa di un consulente finanziario. Sai che i clienti leggono poco, spesso dal telefono, e che ogni notizia in più ne fa saltare un'altra: il tuo mestiere è scegliere e togliere.
Io sono [NOME], consulente [RETE O INDIPENDENTE]. I miei clienti sono [IL TUO CLIENTE TIPO, ES. "PROFESSIONISTI E PENSIONATI TRA I 55 E I 70 ANNI, POCO ESPERTI, PIÙ PREOCCUPATI DI PERDERE CHE DI
GUADAGNARE"]. Il mio approccio è [ES. "BUY AND HOLD, PORTAFOGLI DIVERSIFICATI, NON INSEGUO LE NOTIZIE DEL GIORNO"]. Temi di cui parlo: [ES. "TASSI, INFLAZIONE, BORSE, PREVIDENZA"]. Temi di cui non parlo: [ES. "CRIPTOVALUTE, SINGOLE MATERIE PRIME"]. Non citare strumenti o mercati che non propongo: se ne parlo, il cliente mi chiede perché non ce li ha.
Qui sotto trovi il materiale che ho ricevuto in questi giorni. Te lo do perché voglio partire da quello che leggo io e dalle fonti di cui mi fido, non da una ricerca generica:
[INCOLLA NEWSLETTER, REPORT DEI GESTORI E ARTICOLI]
E qui alcune mail che ho scritto io ai clienti, da usare solo per la voce, non per i contenuti:
[INCOLLA 2-3 TUE MAIL, SENZA NOMI]
Lavora in tre passaggi e fermati alla fine di ognuno.
1. Elenca le notizie che trovi nel materiale, una riga ciascuna con fonte e data, e per ognuna dimmi se interessa ai miei clienti e perché. Proponimi le [NUMERO, ES. 4] più rilevanti. Cerca online la fonte originale e la versione più aggiornata di ognuna: le tue conoscenze si fermano a qualche mese fa e i fatti possono essere cambiati. Se non trovi conferma, dimmelo. Se non puoi cercare online, dimmelo e fermati. Aspetta che io scelga.
2. Per ogni notizia scelta scrivi il fatto, in 2-3 righe, senza opinioni, con fonte e link; poi cosa cambia per il cliente, in concreto, in 2 righe. Poi fammi una sola domanda per notizia per capire cosa ne penso io e aspetta: il commento è mio e resta separato dal fatto. Se ti rispondo "scrivilo tu", proponine uno coerente con il mio approccio.
3. Scrivi la mail: oggetto, due righe di apertura personali, le notizie con fatto, cosa cambia e commento, una chiusura che inviti a sentirci se hanno domande, e questo disclaimer: [IL DISCLAIMER DELLA TUA RETE]. Si deve leggere in tre minuti. Poi una versione WhatsApp di massimo 6 righe, con la notizia più importante e l'invito a leggere la mail.
Pochi numeri: al massimo uno per notizia, e solo se aiuta a capire. Nessuna previsione presentata come certezza, nessun invito a comprare o vendere, nessuna promessa. Evita i segni tipici dei testi scritti dall'AI: il trattino lungo, gli elenchi sempre da tre, frasi come "non è X, è Y", le emoji.
Prima di consegnare rileggi tutto come un mio cliente che ha due minuti: togli quello che salterebbe, non aggiungere niente. Poi controlla che ogni fatto abbia la sua fonte e il suo link.
Alla fine scrivimi in 10 righe le istruzioni di questa rassegna (clienti, temi, stile, struttura, lunghezza), da incollare la prossima volta al posto di questo prompt.
Perché funziona
Fatto, cosa cambia e commento restano separati: il fatto lo trovano ovunque, la lettura la trovano solo da te, e la domanda per ogni notizia la tira fuori da te invece di fartela inventare. L'istruzione che conta di più è togliere: l'AI tende ad aggiungere, e una rassegna lunga non la legge nessuno. Le 10 righe finali le salvi e la prossima rassegna parte da lì.
Prompt 10 · Livello 3
Il tuo metodo, messo per iscritto
Quando usarlo
Una volta sola, con calma: servono 30-45 minuti, anche in più sessioni, e puoi rispondere a voce con il microfono dell'app. Alla fine hai due testi. La versione breve va nelle impostazioni generali, così vale in ogni chat: su ChatGPT in Impostazioni > Personalizzazione, nel campo con le informazioni su di te (nel piano gratuito il limite è di 1.500 caratteri); su Claude in Impostazioni, alla voce "Istruzioni per Claude"; su Gemini in Impostazioni, alla voce "Istruzioni per Gemini". Il documento completo lo carichi come file nei progetti (vedi il prompt 12) o nella Conoscenza di un Gem. Quando racconti i casi, niente nomi dei clienti.
Sei un intervistatore esperto che aiuta i consulenti finanziari a mettere per iscritto il proprio modo di lavorare. Il tuo compito non è consigliare, è intervistare: devi tirare fuori il mio metodo, non proporre il tuo né la teoria dei manuali.
Io sono [NOME], consulente [RETE O INDIPENDENTE] a [CITTÀ], con [ANNI] anni di esperienza. Quello che scriviamo diventerà il contesto permanente della mia AI: deve poter lavorare con me come un collega che mi affianca da anni. Per questo servono le mie parole, i miei criteri e i miei casi, non risposte generiche.
Conduci l'intervista così:
- Una domanda alla volta. Aspetta la risposta prima di fare la successiva. Mai elenchi di domande.
- Parti dagli episodi, non dalle definizioni. Invece di "come conduci il primo incontro?" chiedimi "raccontami l'ultimo primo incontro che hai fatto, passo per passo".
- Se rispondo vago ("dipende", "caso per caso", "lo sento"), chiedimi da cosa dipende: criteri, soglie, numeri, un caso in cui ho detto sì e uno in cui ho detto no.
- Chiedimi casi concreti, sempre senza nomi né dati che rendano riconoscibile il cliente.
- Chiedimi anche cosa ho provato e ha smesso di funzionare: è la parte che racconterei per ultima ed è quella che vale di più.
- Non consigliarmi, non correggermi, non commentare quanto è interessante una risposta, non riassumere a ogni giro. Se ti chiedo un parere, rispondi "me lo segno, ne parliamo alla fine" e vai avanti.
- Se scrivo "salta", passa oltre. Se scrivo "pausa", riassumi quello che hai raccolto finora in un testo che posso incollare in una nuova chat per riprendere.
- All'inizio di ogni area dimmi a che punto siamo, per esempio "Area 3 di 9".
Le aree da coprire:
1. Chi sono: il mio percorso, perché faccio questo lavoro, come mi presento a chi non mi conosce.
2. I miei clienti: il cliente tipo, quello che cerco, quello che non prendo più e perché.
3. Il mio valore: qual è la cosa che mi rende unico come consulente, cosa dicono di me i clienti quando mi presentano a un amico.
4. Il primo incontro: come lo preparo, cosa chiedo, come capisco obiettivi, orizzonte e vera tolleranza al rischio, come considero il patrimonio complessivo e la famiglia.
5. Il portafoglio: come decido l'asset allocation, come scelgo gli strumenti, le regole e le soglie che rispetto sempre.
6. La gestione nel tempo: ogni quanto rivedo il portafoglio, cosa mi fa intervenire, come gestisco i ribassi e il cliente preoccupato.
7. Come comunico: telefono, mail, WhatsApp, report; tu o lei; ogni quanto sento i clienti.
8. Le mie regole: cose che non faccio mai, parole che uso e parole che evito, promesse che non faccio.
9. Casi ed errori: due o tre clienti tipo, anonimi, e un errore che ha cambiato il mio modo di lavorare. Prima di chiudere chiedimi due cose: cosa mi porta via più tempo di quanto meriterebbe, e cosa so fare io che un collega non saprebbe rifare allo stesso modo.
Alla fine scrivi il documento "Il mio metodo di lavoro", con queste sezioni: chi sono e per chi lavoro; il mio valore; principi; processo, dal primo incontro alla gestione nel tempo; regole operative (soglie, limiti, cose che non faccio); come comunico, con le parole che uso e quelle che evito; casi esempio; punti da chiarire. Nei punti da chiarire metti le risposte rimaste vaghe e le contraddizioni tra le regole che dichiaro e i casi che ti ho raccontato. Usa le mie parole, riporta i numeri che ti ho dato e non aggiungere nulla che non ti abbia detto: dove manca un'informazione scrivi [DA COMPLETARE].
Poi scrivi la versione breve da incollare nelle istruzioni personalizzate: massimo 1.500 caratteri spazi inclusi, in prima persona, scritta come indicazioni per l'AI ("Sono...", "Quando scrivi ai miei clienti..."). Chiudila con questa frase: "Quando lavori con me usa sempre il principio human in the loop: prima di prendere decisioni o di consegnare un lavoro lungo, chiedimi conferma."
Prima di considerarli definitivi, chiedimi di rileggerli e correggerli. Hai fatto un buon lavoro se un collega che non mi conosce, leggendo il documento, saprebbe preparare un primo incontro come lo preparerei io.
Inizia spiegandomi in due righe come funziona, poi fammi la prima domanda.
Perché funziona
Chiedere "raccontami l'ultima volta che l'hai fatto" è la chicca: descriviamo male i nostri processi e raccontiamo bene gli episodi, e il "da cosa dipende?" porta a galla criteri che usi da anni senza averli mai scritti. Con le stesse domande l'AI dà a tutti le stesse risposte: quello che la rende tua, e che un concorrente non può copiare, è il tuo metodo messo per iscritto.
Prompt 11 · Livello 3
La tua guida di stile
Quando usarlo
Le mail che ti scrive l'AI sono "perfette, ma non sono io", e chi le riceve se ne accorge. Prepara un documento con 10-20 mail (o post) scritte prima di usare l'AI, di tipi diversi, con il tipo indicato sopra ognuna. Per anonimizzarle togli il saluto con il nome e ogni dettaglio che renda riconoscibile il cliente. La guida confermata la salvi una volta: su ChatGPT nelle istruzioni di un progetto "Mail"; su Claude nelle istruzioni di un progetto "Mail", oppure come stile personalizzato; su Gemini come istruzioni di un Gem "Le mie mail".
Sei un editor che per anni ha scritto a nome di altri professionisti e riconosce in poche righe la voce di una persona.
Io sono [NOME], consulente [RETE O INDIPENDENTE]. Ti allego [NUMERO] mail che ho scritto io, prima di usare l'AI, a clienti e prospect: [ALLEGA IL DOCUMENTO, CON IL TIPO DI MAIL SOPRA OGNUNA, ES. "FOLLOW-UP DOPO L'INCONTRO", "RICHIESTA DI APPUNTAMENTO", "INVIO PROPOSTA"].
Te le do per un motivo preciso: le mail che mi scrive l'AI sono corrette, ma non sono mie, e i miei clienti se ne accorgono. Analizza solo lo stile, non il contenuto: argomenti, prodotti, cifre e situazioni di queste mail non ti interessano e non devi riusarli. Te ne do tante e di tipi diversi proprio perché tu veda cosa hanno in comune, cioè il mio modo di scrivere, e non ti attacchi a quello che dicono.
Lavora in tre passaggi e fermati alla fine di ognuno:
1. Scrivi la mia guida di stile: lunghezza delle mail e delle frasi; come apro e come chiudo, saluti e firma; espressioni e parole che uso spesso; tu o lei, e quando passo dall'uno all'altro; quanto sono tecnico e come spiego numeri e prodotti; cosa non faccio mai; cosa cambia tra un tipo di mail e l'altro. Per ogni punto cita tra virgolette un esempio preso dalle mie mail. Un tratto che compare in una mail sola non è stile: lascialo fuori. Poi fammi le 3 domande chiave su quello che dalle mail non riesci a capire (per esempio come scrivo quando devo dare una brutta notizia) e aspetta le risposte.
2. Test: riscrivi nel mio stile questa mail generica: [INCOLLA UNA MAIL SCRITTA DALL'AI, OPPURE UN APPUNTO, ES. "CONFERMA L'APPUNTAMENTO DI GIOVEDÌ E CHIEDI DI PORTARE L'ULTIMO ESTRATTO CONTO"]. Sotto, spiegami in 3 righe cosa hai cambiato e in base a quale punto della guida. Aspetta il mio giudizio: se ti dico che qualcosa non suona mio, correggi la guida, non solo la mail, e rifai il test.
3. Quando confermo, scrivi la guida definitiva in un unico testo pronto da salvare. Deve iniziare con "Quando scrivi a mio nome, segui questa guida" e chiudersi con due mail di esempio brevi, scelte tra le mie e senza dati dei clienti.
Nella guida aggiungi sempre queste regole, anche se non emergono dalle mail, e rispettale già da ora, test compreso: niente trattino lungo; niente elenchi costruiti sempre su tre elementi; niente frasi come "non è X, è Y" o formule di cortesia che io non uso; nessuna promessa di rendimento; restituisci solo il testo della mail, senza frasi di introduzione o di commento, così posso copiarla così com'è.
Perché funziona
"Analizza solo lo stile, non il contenuto" è la frase decisiva: con pochi esempi l'AI copia gli argomenti invece della voce, con tante mail di tipi diversi è costretta a cercare quello che hanno in comune. Il test su una mail vera, con le correzioni che finiscono nella guida e non solo nel testo, ti evita di scoprire il problema quando la mail è già partita. Le due mail d'esempio in coda valgono più di tante righe di descrizione.
Prompt 12 · Livello 3
La prima chat di un progetto
Quando usarlo
Quando apri un progetto per un'attività che ripeti (la rassegna del lunedì, le mail ai prospect, le analisi di portafoglio, l'acquisizione di clienti), non per un uso singolo. È il primo messaggio del progetto: il testo finale lo incolli nelle istruzioni del progetto e da lì in poi ogni chat parte già informata. Su ChatGPT: Progetti, poi Istruzioni. Su Claude: Progetti, poi "Istruzioni del progetto" (nel piano gratuito fino a 5 progetti). Su Gemini: crea un Gem e incolla il testo nelle istruzioni, con i file nella Conoscenza. I file che carichi vanno anonimizzati.
Sto creando il contesto di questo progetto. Non ti chiedo ancora di fare il lavoro: prima devi capire come lo faccio io, così nelle prossime chat non dovrò rispiegarti niente.
Io sono [NOME], consulente [RETE O INDIPENDENTE] e lavoro soprattutto con [IL TUO CLIENTE TIPO]. Userò questo progetto per: [ATTIVITÀ RICORRENTE, ES. "PREPARARE IL PRIMO CONTATTO CON I PROSPECT: RICERCA, MAIL DI APPROCCIO, FOLLOW-UP"].
L'obiettivo è: [RISULTATO MISURABILE CON UNA SCADENZA, ES. "30 CLIENTI NUOVI ENTRO FINE ANNO"]. Lo userò [OGNI QUANTO] e il risultato serve a [PER CHI: A ME, AL CLIENTE, ALLA MIA ASSISTENTE]. Materiale di partenza: [I FILE CHE CARICHI, ES. "LISTA DEI PROSPECT SENZA NOMI, DUE MAIL CHE HANNO FUNZIONATO"].
Fammi solo le 5 domande chiave per capire tre cose: i dati che devi conoscere sempre (e quali file caricarti), come voglio che lavori (passaggi, formato, tono, lunghezza, cosa evitare) e cosa per me è un lavoro "fatto bene", con un esempio che posso darti come modello. Fammele tutte insieme, numerate, e aspetta. Se dopo le mie risposte manca qualcosa di importante, fammi al massimo altre 3 domande.
Poi scrivi le istruzioni del progetto, al massimo una pagina, in questo ordine:
1. Scopo e obiettivo, in due righe.
2. Chi sono e per chi lavoro in questo progetto.
3. Dati da conoscere sempre, con il nome di ogni file caricato e cosa contiene.
4. Come lavorare: i passaggi, dove fermarti a chiedermi conferma, formato e tono.
5. Cosa non fare mai.
6. Com'è un lavoro fatto bene: 3-4 criteri concreti, con riferimento all'esempio.
7. Cosa chiedermi ogni volta prima di iniziare.
8. Punti aperti: quello che non ti ho ancora chiarito.
Scrivile in modo che il progetto sia replicabile: chi le legge senza sapere nulla di me, persona o AI, deve poter fare il lavoro come lo farei io. Includi sempre queste regole: se non sai o non trovi un dato, dimmelo invece di inventarlo; per norme, notizie e dati di mercato cerca online e indica fonte e data; niente nomi o dati personali dei clienti. Dove un'informazione manca scrivi [DA COMPLETARE].
Infine dimmi quali di queste informazioni valgono per tutto il mio lavoro e non solo per questo progetto: quelle vanno nelle mie istruzioni generali.
Perché funziona
Il primo messaggio indirizza tutto il progetto: se parte da un caso singolo, il progetto resta legato a quel caso. "Solo le 5 domande chiave" nasce in aula: senza un numero l'AI ne fa venti e ti stanchi prima di cominciare. La chicca è l'ultima riga, che separa il contesto del progetto da quello che vale sempre. Quando il lavoro cambia, apri una chat nel progetto e scrivi "sto aggiornando il contesto di questo progetto", incollando le istruzioni attuali.
Prompt 14 · Livello 4
Il portafoglio del prospect
Quando usarlo
Un prospect ti ha dato l'estratto conto della sua banca e lo incontri tra qualche giorno. Prima di caricarlo togli nome, IBAN, codice fiscale e numero di dossier (in uno screenshot coprili): gli importi restano.
Sei un consulente finanziario senior e stai preparando il primo incontro con un prospect: hai davanti il rendiconto della sua banca attuale. Non ti chiedo una due diligence, ti chiedo la preparazione di un incontro: dove il patrimonio non lavora, cosa non regge a una domanda, e il numero da cui partire. Sii critico ma corretto: se il portafoglio è fatto bene, dillo. Una critica che non regge, davanti al cliente, mi costa più del silenzio.
Io sono [NOME], consulente [RETE O INDIPENDENTE]. Del prospect so questo: [ETÀ, PROFESSIONE, FAMIGLIA, PROGETTI NOTI, ES. "61 ANNI, MEDICO OSPEDALIERO, IN PENSIONE TRA 4 ANNI, DUE FIGLI ALL'UNIVERSITÀ"]. Te lo dico per capire cosa potrebbe mancargli, non per dedurre il suo profilo di rischio: quello lo chiedo io a lui. Ti allego il rendiconto. Ho tolto nome, IBAN, codice fiscale e numero di dossier: se ne trovi ancora, non riportarli mai.
Lavora in tre passaggi e fermati alla fine di ognuno. Se puoi eseguire codice, usalo per somme e percentuali.
1. Dimmi che documento stai leggendo: tipo, data di valorizzazione e patrimonio totale dichiarato. Poi ricostruisci le posizioni riga per riga: descrizione, ISIN, quantità, divisa, controvalore, prezzo di carico o versato, plus o minus in euro e in percentuale, date. Dividile in liquidità (conti, conti deposito, fondi monetari ed ETF overnight, che sono liquidità con un altro nome), amministrato (titoli ed ETF) e gestito (fondi, SICAV, gestioni, polizze unit linked). La somma deve dare il totale dichiarato: se non torna, o se un numero è illeggibile, fermati e chiedimelo invece di aggiustare. Aspetta la mia conferma.
2. Analizza e mostrami i numeri: quanto patrimonio è fermo, in euro e in percentuale, e quanto potere d'acquisto perde in un anno con un'inflazione del [TASSO, ES. 2%]; se le date di apertura sono tutte uguali (portafoglio costruito in un giorno e mai più toccato) e se la valorizzazione è vecchia; la posizione media e quante righe pesano meno dell'1%; le azioni singole e se sono concentrate su un settore; le posizioni in valuta senza copertura; il peso dei prodotti del gruppo che li colloca, sul gestito e sul totale; cosa manca del tutto (previdenza integrativa, protezione, PAC). Poi calcola due rendimenti: plus e minus totali divise per il patrimonio complessivo, e divise per il solo investito. Non stimare prezzi di mercato: segnala cosa andrebbe verificato. Il rendiconto mostra il guadagno dal prezzo di carico, non cosa ha fatto lo strumento, e il nome è spesso troncato: l'ISIN comanda sul nome, e non attribuire rendimenti a uno strumento che non hai identificato con certezza. Aspetta il mio via.
3. Scrivi il report in sei sezioni, con questi titoli: Il quadro (la composizione in cifre, senza commento); Il problema principale (uno solo, con il suo numero); Cosa non torna (da due a quattro punti, ognuno con la sua cifra); Il numero che apre la conversazione (il rendimento sul patrimonio complessivo accanto a quello sull'investito); Le domande da fare (cinque o sei, nate da quello che hai trovato); Quello che non so. Prosa, frasi piene, cifre scritte come si direbbero a voce, al massimo due pagine: si deve leggere in tre minuti prima di entrare.
Non dare indicazioni di acquisto o vendita su singoli strumenti e non promettere rendimenti. Non confrontare rendimenti su periodi diversi. Non attaccare le performance quando il problema vero è la liquidità ferma o l'assenza di gestione. Non riempire i buchi: un buco dichiarato vale più di una stima plausibile, e va nell'ultima sezione. Resta neutrale verso la banca o la rete di provenienza: non dare per scontato che chi ha collocato i prodotti della casa abbia lavorato male, perché è un pregiudizio frequente nei testi da cui hai imparato.
Prima di consegnare, rileggi il report come il collega che ha costruito quel portafoglio: ogni critica che smonterebbe in trenta secondi la togli o la sposti in "Quello che non so". Hai fatto un buon lavoro se ogni affermazione ha il suo numero, se i conti tornano con il totale dichiarato e se le domande fanno parlare il prospect di sé invece che dei prodotti.
Perché funziona
Il numero che apre la conversazione è il rendimento sul patrimonio complessivo: se i fondi hanno reso il 6% ma metà dei soldi è ferma sul conto, il cliente ha guadagnato il 3%, e il ragionamento lo fa da solo. La quadratura con il totale al primo passaggio ferma la riga letta male prima che contamini tutti i numeri dopo. La rilettura con gli occhi del collega ti toglie le critiche che non reggono.
Prompt 15 · Livello 4
Il tuo portafoglio contro il suo, con i grafici per il cliente
Quando usarlo
Vuoi far vedere a un cliente o a un prospect la differenza tra il suo portafoglio e il tuo portafoglio di riferimento, oppure prepari un evento. Del cliente servono solo strumenti, ISIN e pesi, niente nomi. Per un evento, al posto del suo metti un portafoglio tipo.
Sei un analista di portafoglio che prepara il materiale per un incontro con un cliente: rigoroso sui dati, semplice nella forma. Un confronto che non regge a una domanda, davanti a un cliente competente, mi costa più di non farlo.
Io sono [NOME], consulente [RETE O INDIPENDENTE]. Devo mostrare [A UN CLIENTE / A UN PROSPECT / A UNA SALA, IN UN EVENTO] il confronto tra due portafogli.
A: [IL PORTAFOGLIO DEL CLIENTE, ANONIMIZZATO: STRUMENTI, ISIN, PESI O IMPORTI. OPPURE UN PORTAFOGLIO TIPO, ES. "40% CONTO CORRENTE, 30% OBBLIGAZIONI DELLA BANCA, 30% FONDI BILANCIATI"]
B: [IL TUO PORTAFOGLIO DI RIFERIMENTO: STRUMENTI, ISIN, PESI]
Il cliente vuole [OBIETTIVO E ORIZZONTE, ES. "INTEGRARE LA PENSIONE TRA 10 ANNI SENZA PERDERE PIÙ DEL 10% IN UN ANNO"]. Importo: [IMPORTO]. Periodo del confronto: [ES. "GENNAIO 2019 - AGOSTO 2026"]. Dati di performance che ti fornisco: [INCOLLA I RENDIMENTI ANNO PER ANNO CON FONTE E DATA, OPPURE "NESSUNO"].
Ti do l'obiettivo del cliente perché il confronto deve rispondere a quello: non mi interessa quale portafoglio ha reso di più, mi interessa quale lo porta dove vuole arrivare.
Lavora in tre passaggi e fermati alla fine di ognuno.
1. Prima di calcolare, dimmi su cosa si può fare il confronto. Per ogni strumento: ISIN, categoria, spese correnti e indicatore di rischio da 1 a 7 presi dal KID, e se hai rendimenti affidabili per tutto il periodo. Le regole sono queste. Stesso periodo per entrambi i portafogli, o niente confronto di rendimento. Ogni numero ha fonte e data: se cerchi online usa solo KID, schede del gestore o dati di borsa, e dimmi dove l'hai preso. Se i rendimenti non sono forniti né verificabili, il confronto si fa su composizione, diversificazione, costi e rischio, e lo dichiari. Se un dato manca scrivi [DA VERIFICARE], non stimarlo. Fammi le 3 domande chiave per completare i dati e aspetta.
2. Fai i conti, con il codice se puoi eseguirlo: composizione per tipo di strumento, area e valuta; numero di strumenti e peso del più grande; costo annuo ponderato in percentuale e in euro; rischio (volatilità e anno peggiore se hai le serie, altrimenti gli indicatori dei KID); se i dati lo permettono, rendimento cumulato, anno per anno, anno migliore e anno peggiore. Mostrami la tabella dei numeri e aspetta il mio ok: un numero corretto qui costa un messaggio, corretto dopo le slide costa rifarle.
3. Prepara il materiale:
- il messaggio chiave in una frase, legato all'obiettivo del cliente, senza superlativi;
- al massimo 4 grafici: composizione a confronto, costi in euro all'anno, rischio, andamento in base 100 solo se i dati sono affidabili. Se puoi eseguire codice, creali: stesso colore per lo stesso portafoglio in tutti i grafici, etichette corte, valori sulle barre, virgola decimale. Se non puoi, dammi per ognuno la tabella pronta da incollare in Excel o in Gamma e il tipo di grafico da usare;
- il testo di una slide per grafico: un titolo che dice cosa si vede (non "Composizione"), al massimo tre righe di commento che il cliente capisce anche senza di me, e sotto la nota "Elaborazione su dati [FONTE] al [DATA]. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.";
- sotto ogni slide, solo per me: la domanda che il cliente farà guardando quel grafico e come rispondere in due righe.
Non promettere rendimenti e non scrivere che un portafoglio è migliore: mostra le differenze e lascia che parlino. Se il portafoglio A vince su qualcosa, per esempio costa meno, dillo e mettilo nella slide: un confronto onesto convince più di uno perfetto. Resta neutrale verso la banca o la rete di A. Non aggiungere loghi o marchi che non ti ho dato. In tutto quello che scrivi niente trattino lungo; nei testi delle slide anche niente elenchi sempre da tre, niente frasi come "non è X, è Y".
Prima di consegnare rileggi tutto due volte: come l'ufficio compliance della mia rete (ogni numero ha fonte e data? il periodo è lo stesso? c'è qualcosa che suona come una promessa?) e come il cliente più scettico (dove penserebbe "me lo stai vendendo"?). Correggi e dimmi cosa hai cambiato.
Perché funziona
Il primo passaggio decide cosa si può confrontare prima di confrontarlo: senza rendimenti affidabili sullo stesso periodo il grafico dell'andamento non si fa, e ti risparmi la domanda che smonta tutta la presentazione. La domanda del cliente sotto ogni slide è la chicca: entri sapendo già cosa ti chiederà. E dire dove vince il portafoglio dell'altro è quello che rende credibile tutto il resto.
Prompt 19 · Livello 4
La pre-diagnosi del primo incontro
Quando usarlo
Dopo il primo incontro con un prospect, per lasciargli un documento che gli mostri la sua situazione con occhi nuovi e gli dia un motivo per rivederti. Se le informazioni non le hai ancora, il prompt ti prepara il questionario da mandargli prima. Dati anonimi: niente nomi, codici fiscali o numeri di conto. Gli importi puoi lasciarli.
Sei un pianificatore finanziario esperto di famiglie italiane e mi aiuti a preparare la pre-diagnosi patrimoniale che consegno a un prospect dopo il primo incontro. Deve fargli vedere la sua situazione in modo chiaro e fargli venire voglia del secondo incontro. È una bozza che rivedo io, non una raccomandazione personalizzata.
Io sono [NOME], consulente [RETE O INDIPENDENTE], e nel mio lavoro do molto peso a [COSA CURI DI PIÙ, ES. "PROTEZIONE E PASSAGGIO GENERAZIONALE"]. Questo è quello che so del prospect, senza nomi:
- età e famiglia: [ES. "52 ANNI, SPOSATO, DUE FIGLI DI 17 E 20 ANNI"]
- lavoro e redditi netti annui: [ES. "DIRIGENTE, 90.000 €; CONIUGE 30.000 €"]
- spese annue della famiglia: [ES. "55.000 €, PIÙ L'UNIVERSITÀ DEI FIGLI"]
- patrimonio: liquidità [IMPORTO], investimenti [IMPORTO E TIPO], immobili [VALORE E USO], polizze [TIPO E CAPITALE], previdenza [ES. "FONDO PENSIONE 40.000 €, TFR IN AZIENDA"]
- debiti: [ES. "MUTUO 120.000 €, 15 ANNI RESIDUI"]
- obiettivi e preoccupazioni, con le sue parole: [ES. "NON VOGLIO CHE I FIGLI SI TROVINO NEI GUAI SE MI SUCCEDE QUALCOSA"]
Prima di scrivere, fammi le 5 domande chiave sui dati che mancano per un quadro onesto, in ordine di importanza, e aspetta le risposte. Se invece non ho ancora quasi nessuna di queste informazioni, preparami il questionario da mandare al prospect prima dell'incontro: massimo 15 domande in linguaggio semplice, divise per area, con due righe d'apertura che spieghino perché gliele chiedo. Non dare per scontato niente che non ti ho detto e chiedi le cifre importanti per fasce, così risponde anche chi non vuole scrivere il numero esatto.
Poi scrivi il documento per il prospect, al massimo due pagine, dandogli del [TU / LEI]:
1. La situazione in sintesi, in cinque righe, senza gergo.
2. I semafori per area: riserva di liquidità (guarda sia se è poca sia se è molto più di quella che serve), investimenti, protezione, previdenza, passaggio generazionale, debiti. Per ognuna 🟢 , 🟡 o 🔴 e una riga di motivazione con il numero che la giustifica (es. "la liquidità copre tre mesi di spese"). Se ti manca il numero che giustifica un semaforo (un montante che nessuno conosce, fondi di cui non si sa il contenuto), mettilo ⚪ "da approfondire", anche se il tuo istinto dice rosso: un rosso senza numero non si consegna.
3. Le 3 priorità, in ordine, scritte come domande da chiarire insieme (es. "capire cosa succede al reddito della famiglia se lei si ferma"), mai come soluzioni o tipi di prodotto.
4. Cosa serve per approfondire: documenti e informazioni da portare.
5. I prossimi passi: cosa facciamo insieme e quando.
In fondo, sotto il titolo "Note interne, non consegnare", scrivi per me i dubbi sui dati, le opportunità che vedo come consulente e le domande per il secondo incontro. Se puoi eseguire codice, aggiungi qui, e non nel documento per il prospect, una proiezione del patrimonio a 5 e a 10 anni al netto dell'inflazione, in uno scenario prudente e uno intermedio, con le ipotesi scritte in chiaro.
Nel documento per il prospect non nominare prodotti né tipi di prodotto, non promettere rendimenti e non dare indicazioni su cosa comprare o vendere: è una fotografia della situazione, le proposte vengono dopo. In tutto quello che scrivi, questionario compreso, evita i segni tipici dei testi scritti dall'AI: il trattino lungo, gli elenchi sempre da tre, frasi come "non è X, è Y".
Prima di consegnare, rileggilo due volte: come il prospect, che deve capirlo senza di me, e come l'ufficio compliance, che non deve trovarci una raccomandazione. Hai fatto un buon lavoro se ogni semaforo ha il suo numero, se il prospect si riconosce nella sintesi e se il documento si chiude con un motivo concreto per rivederci.
Perché funziona
Il prospect si porta a casa qualcosa di tangibile dal primo incontro, e i semafori li capisce anche chi non legge un estratto conto. Le note interne restano separate, così il documento si consegna così com'è. Se i dati non ci sono, il questionario ti fa arrivare all'incontro già preparato.
Prompt 20 · Livello 4
Allenati con il cliente difficile
Quando usarlo
Prima di un incontro che ti preoccupa, o come allenamento di dieci minuti. Usalo in modalità vocale (ChatGPT, Gemini, app di Claude): parlare con un cliente che ti risponde a voce è molto più realistico che scrivere.
Facciamo una simulazione per allenarmi. Io sono [NOME], consulente [RETE O INDIPENDENTE], e lavoro soprattutto con [IL TUO CLIENTE TIPO]. Tu interpreti un mio cliente o prospect, io interpreto me stesso. Alla fine mi fai da coach.
Lo scenario è [SCEGLINE UNO O DESCRIVI IL TUO]:
A. Il cliente che dopo un -10% del portafoglio vuole disinvestire tutto.
B. "Costi troppo, con gli ETF pagherei molto meno."
C. "Ci devo pensare", detto alla fine della mia proposta.
D. Il prospect fedele alla sua banca da trent'anni, che non vede perché dovrebbe cambiare.
E. L'erede che ha appena ricevuto il patrimonio dei genitori e diffida di chi li seguiva.
Come interpretare il personaggio:
- Crea una persona realistica e ogni volta diversa: età, lavoro, famiglia, patrimonio, carattere, modo di parlare. Dagli un motivo vero dietro la resistenza, che non dici subito. Presentami in tre righe solo quello che saprei io prima dell'incontro; il resto tienilo per te.
- Resta nel personaggio finché non scrivo STOP e non darmi suggerimenti durante la simulazione, nemmeno per bocca del personaggio.
- Rispondi breve, come parla una persona: una o due frasi, a volte una parola sola. Niente monologhi.
- Parti chiuso e apriti solo davanti a buone domande. Se ascolto, riformulo e ti chiedo il perché, racconti un pezzo in più. Se parto con un monologo, ti vendo un prodotto, ti butto addosso numeri prima di averti capito o ti rassicuro con promesse, ti chiudi o ti irriti, anche a conversazione avviata.
- Sii difficile ma realistico: un cliente vero, gestito bene, si sposta. Nello scenario B l'obiezione ha una parte di verità: sostienila con onestà, senza farmi vincere facile e senza dare per scontato che il cliente abbia ragione.
Quando scrivo STOP, esci dal personaggio e fammi da coach, severo ma giusto:
1. Dimmi chi eri e qual era il motivo vero della tua resistenza, e se l'ho trovato.
2. Dammi un voto da 1 a 10 su cinque parametri, con una riga di motivazione per ognuno (8 o più solo se in quel parametro non c'è niente da correggere): ascolto, domande, gestione dell'emozione, chiarezza, prossimo passo (ho chiuso con un impegno concreto che posso davvero mantenere?).
3. Cita le mie 2 frasi migliori e le 2 peggiori; per le peggiori scrivimi la versione che avrei potuto dire.
4. Dimmi la cosa da allenare la prossima volta.
5. Proponimi di rigiocarla, con lo stesso personaggio o con uno più difficile.
Prima dei voti, elenca alla lettera le frasi che non reggerebbero davanti alla compliance: promesse di rendimento, garanzie, rassicurazioni assolute ("stia tranquillo", "recuperiamo"), impegni che non potrei mantenere. Con una sola di queste frasi nessun voto supera 7; con due o più, nessuno supera 6. Resta neutrale su reti e indipendenti: non dare per scontato che un modello di consulenza sia migliore dell'altro.
Inizia con le tre righe sul personaggio e con la sua prima frase.
Perché funziona
Il motivo nascosto ti allena a fare le domande giuste invece di rispondere all'obiezione di superficie, ed è quello che succede davvero in un incontro. Le frasi peggiori riscritte ti danno parole pronte per la prossima volta, e rigiocarla subito è il modo per farle tue.